Cenni storici:
Il fondatore di Acitrezza si può considerare il palermitano Stefano della Casa Riggio, Principe di Campofiorito, il quale era stato mandato dal Vicerè di Sicilia per soccorrere la popolazione di Catania, minacciata dall'eruzione dell'Etna (1669-1670). Il principe si innamorò del litorale, comprò tutto il terreno di fronte i Faraglioni e si adoperò affinchè su questo magico tratto di costa nascesse un vero e proprio paese. Innalzò una chiesa e la dedicò a San Giuseppe, ma il terremoto del 1693 la distrusse completamente. La chiesa non fu più riedificata e il principe pensò di farne costruire un'altra e la dedicò a San Giovanni Battista Ill principe riordinò lo scalo peschereccio e si fece costruire un sontuoso palazzo ed alcune case per i suoi dipendenti e prese il titolo di "Principe di Trezza". Oggi questo palazzo non esiste più, ma fino ai primi anni di questo secolo era ancora visibile. Il principe fece anche costruire molte imbarcazioni che navigavano verso Malta, Tunisi e Napoli, accrescendo commerci ricchezze ed il porto di Acitrezza diventò uno dei più importanti del Mediterraneo. Non sempre, però, i cannoni del palazzo del principe di Campofiorito riuscivano a difendere il litorale dagli attacchi nemici.
Nel 1693 un tremendo terremoto distrusse la costa ionica, ma il principe Luigi di Campofiorito la fece risorgere più bella e più ricca. Dopo un periodo di splendore, nel secolo scorso durante la dominazione dei Borboni in Sicilia, Acitrezza andò sempre più decadendo sino a ridursi un povero borgo di pescatori descritto da Giovanni Verga nel suo romanzo "I Malavoglia" dove è narrata la storia dei Toscano, una povera famiglia di pescatori.Il mare di Acitrezza ha isipirato altri uomini sensibili: il grande regista Luchino Visconti girò nel 1947 ad Acitrezza il film intitolato "La Terra Trema" che, sulla falsa riga della vicenda dei Malavoglia, racconta la sfortunata storia dei Valastro. Il film è stato interamente interpretato dagli abitanti di Acitrezza ed è in lingua dialettale, da veddere con i sottotitoli, la pellicola, è stata girata in bianco e nero, resta tra i capolavori del famoso regista milanese.
Cosa resta dell’antico Borgo
Acitrezza fu occupata da Roma nel 223 a.C.. Ebbe rigogliosa vita sociale e di quel periodo restano quadroni di mosaico, resti di fabbriche e monete di epoca Republicana ed Imperiale, rinvenuti alla luce sul monte Fano. Dell'epoca Araba sono stati trovati resti di una villa abitata da qualche capo saraceno e di una tomba durante la costruzione di uno dei tanti Alberghi della zona.
Il Bastione:
Di questo stesso periodo sono i resti, in pietra lavica, del bastione saraceno che si trova in via Dietro Chiesa. E' l'unico rimasto dei torrioni che prima della costruzione del palazzo del Principe di Campofiorito difendevano il litorale dalle incursioni.
La Cappella della Madonna della Provvidenza:
Si trova in via Dietro Chiesa, è una piccola costruzione di stile popolare. Fu costruita per custodire un quadro raffigurante una Madonna col Bambino portato sul finire del 1700 da Costantinopoli da Giuseppe Pellegrino, navigatore trezzoto.
La Cappella della Madonna della Buona Nuova:
Si trova sulla via Provinciale. Fu costruita per conservare un affresco su pietra calcarea del XVI secolo, attualmente nascosto da una riproduzione su tavola, raffigurante una Madonna col Bambino che tiene in mano una barca.
Acitrezza oggi:
Acitrezza un bellissimo paese marittimo e turistico, conosciuto in tutto il mondo. Il paese trae le sue risorse dal mare, sia come commercio ittico che come turismo, per la sua incantevole costa frastagliata e la sua posizione geografica.
Si estende sulla costa orientale della Sicilia per una lunghezza di 2 Km ed è il cuore della riviera dei ciclopi, dista circa 10 Km da Catania è attraversata dalla S. S. 114 Messina-Catania. Fino a qualche anno fa era attiva la stazione ferroviaria, ora un servizio di autobus collega il paese con Acireale e Catania.
Si trova in zona cretacea, circondata da colline, ma non è stata mai toccata dalla lava. La denominazione del paese deriva da Aci il nome del pastorello innamorato della nifa galatea, e da Trezza che pare sia riferita ai "tre pizzi" i vertici dei tre maggiori Faraglioni, o da una "trazzera" vecchia strada di campagna che collegava il paese con la collina, o addirittura una treccia "trizza" di una bella ragazza del posto.
La popolazione di Acitrezza nel periodo invernale è di circa 6000 unità, mentre nel periodo estivo raggiunge circa le 10000 unità per via dei molti villeggianti.
Isola Lachea:
Si trova a circa 400 metri dalla costa. E' alta circa 26 metri, offre una varietà di aspetti nella flora e nella fauna marina. In essa vi sono importanti itinerari naturali tra il verde e il mare, è possibile visitare la sua grotta naturale e le grotte sottomarine, e studiare una particolare lucertola detta "Ciclopica". L'isola è di proprietà dell'università di Catania ed è sede di un museo ittico di una certa importanza.
I Faraglioni:
Sono gli otto scogli che, partendo di fianco all'isola formano un arco quasi fino a toccare la costa. Il maggiore detto "Faragghiuni ranni" è alto circa 75 metri, su di esso a circa 40 metri è stata posta una statua della Madonna Ausiliatrice, ed una comoda scala offre un piccolo belvedere sul paese.
La leggenda narra che i faraglioni siano i macigni che il ciclope polifemo scagliò contro Ulisse e i suoi compagni.In realtà sono scogli basaltici prodotti da un eruzione sottomarina.
Il Porto:
Per metà di antica costruzione, e metà di recente costruzione, il porto rappresenta una risorsa vitale per Acitrezza anche se non consente l'attracco permanente di molti pescherecci perchè non assicura un dovuto riparo in caso di temporale.
La Piazza:
La piazza principale di Acitrezza è intitolata allo scrittore Giovanni Verga, in essa si trova un bassorilievo in ricordo dei Malavoglia. Accanto alla piazza c'è la Casa del Nespolo dove si possono visitare i luoghi dei Malavoglia, conoscere un po' di storia su Acitrezza, e rivivere i tempi dei poveri pescatori attraverso delle brevi rappresentazioni curate da attori professionisti.